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martedì 30 giugno 2015

Arrivare e partire dalla banchina con una cima

 Supponiamo di accostare alla banchina nella posizione illustrata qui accanto (barca b). Con vento fresco è già molto impegnativo anche il solo arrivarci, in quanto la manovra richiede una buona dose di velocità e determinazione, sia per mantenere il controllo della direzione ed impedire alla barca di traversarsi, che nella fase di annullamento dell'abbrivio a breve distanza dalla banchina.





A questo punto la concentrazione dell'equipaggio, che si ritiene felicemente arrivato, può scendere a zero, proprio nel momento più delicato. E' infatti indispensabile e urgente dar volta ad una cima d'ormeggio, a poppa e sopravento, per poter contrastare il vento cha fa abbattere vistosamente (vedi figura a destra).







Se invece siamo riusciti a dar volta alla nostra cima, che deve essere tanto più robusta quanto più il vento è forte, potremo tenere la posizione a tempo indeterminato, generalmente fino a quando non avremo recuperato e messo in tensione la trappa, ma al limite anche in attesa di portare fuori l'ancora con il tender. La situazione assomiglierà al traino di banchina e sarà la seguente: una sola cima d'ormeggio sopravento, marcia avanti, timone (ruota) a sinistra (barra a dritta).


In questa particolare navigazione in banchina, curiosamente, timone e motore hanno ruoli invertiti: infatti la potenza applicata al motore controlla la rotazione della barca e quindi la direzione della prua; il timone determina invece lo spostamento, in questo caso laterale. La chiave di questo comportamento, diciamo così, poco istintivo, sta tutta nell'umile cima d'ormeggio che impedisce nel modo più assoluto l'avanzamento della barca qualunque sia il regime del motore (e perciò deve essere robusta e possibilmente avvolta sul winch). Essendo parecchio disassata rispetto all'elica, genera la coppia di forze (perpendicolari alla banchina) necessaria a controllare la rotazione. Quanto più daremo motore, tanto più verremo trattenuti dalla cima con l'effetto di ruotare la prua controvento.


Il timone non ha molto effetto sulla rotazione, dato che non modifica la geometria del disassamento, ma dato che il flusso dell'elica deviato produce portanza laterale, parallela alla banchina, consente invece movimenti in questo senso con la massima precisione. Per spostarci controvento gireremo la ruota sottovento (barra sopravento): inizialmente si muoverà la poppa e poi seguirà tutta la barca


Si può osservare che la spinta laterale del vento deve essere equilibrata da una qualunque combinazione tra la componente laterale della tensione sull'ormeggio e la portanza del timone, che siamo noi a controllare. Se non diamo timone o ne diamo dalla parte sbagliata, l'equilibrio sarà in ogni caso ottenuto, ma con una sensibile inclinazione della cima rispetto alla poppa. Questa tecnica può essere utilizzata sia in arrivo che in partenza per non scadere, e anche per operare ad una certa distanza dalla banchina, come nel caso di ancore incrociate o incattivate, recupero di oggetti, assistenza a barche incagliate.

Buon Vento



Centro Italia Vela
Via Donatello, 20 00196 Roma
Tel. 3356329180


Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
Comandante Navi del Diporto
Esperto Velista FIV
Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV

venerdì 26 giugno 2015

Bambini in barca a vela? Perché no!


La vita a bordo di una barca a vela è possibile, senza particolari sacrifici, anche con i bimbi in tenera età. Per partire è sufficiente scegliere e attrezzare bene la barca, organizzare al meglio cambusa e valigie e costruire un itinerario adatto anche ai più piccoli. 



Chi l’ha detto che la barca a vela non è il posto adatto per una vacanza con i bambini, anche in tenera età? A sfatare questo mito ci pensa Andrea Cestari (un papà-medico, non un folle zingaro dei mari) che nel suo libro “Bimbi a bordo” ci mostra come la barca a vela possa essere l’habitat ideale per una vacanza con i figli, senza limiti d’età. Con una buona organizzazione degli spazi a bordo, una cambusa pensata con attenzione, giochi, creme solari e un’attenta scelta di vestiti e medicinali da imbarcare, la crociera in barca diventa una vacanza ideale per tutta la famiglia. Non da ultimo, bisogna scegliere la barca adatta e attrezzarla contro i possibili pericoli e programmare un itinerario adatto con rotte mediterranee sicure e comode. Portare i più piccoli in crociera è pratica diffusa in tutto il mondo; è quindi tempo che anche le mamme italiane, storicamente più apprensive e protettive, si facciano coraggio e osino di più. State tranquille mamme, i bambini in barca stanno bene e se coinvolti nella vita di bordo si divertono. Più piccoli sono meglio è: nei primi mesi di vita la barca apparirà loro come un luogo naturale e si abitueranno in fretta.



LA SCELTA E LA PREPARAZIONE DELLA BARCA: SPAZI, PROTEZIONI E COMODITA’
Caratteristiche imprescindibili della barca che andrete a scegliere è che abbia spazi adeguati e attrezzature adatte a ospitare i più piccoli. A parità di budget meglio preferire uno scafo confortevole e con ampi gavoni dove stivare ciò che serve (passeggino, seggiolino in tubo-tela da fissare con gli appositi agganci al tavolo della dinette, giochi, pannollini). Certo, la barca sarà meno performante, ma quel che conta è navigare tranquilli e in sicurezza: con un solo bambino serve uno scafo di almeno 9 metri, con due bambini uno di 11-12 metri mentre per le famiglie più numerose meglio orientarsi sui 13-14 metri. Bisogna considerare un corretto spazio per permettere ai bambini di muoversi e dedicare loro una cuccetta, li fa sentire a casa. Sicuramente uno degli aspetti più importanti nella preparazione della barca è la messa in sicurezza degli ambienti: il consiglio è di mettere delle reti alle battagliole per evitare cadute in acqua e di montare nelle cuccette dei “teli antirollio” per avere allo stesso tempo dei pratici box-giochi e dei lettini sicuri (soluzione ideale per i bambini di età inferiore a un anno, che in alternativa possono anche essere sistemati in comode amache appese alle cuccette a simulare il movimento della culla). Un altro accorgimento per evitare botte e cadute dolorose è quello di proteggere le pareti laterali con dei cuscini. Il pozzetto deve essere ampio, libero da tavoli fissi, e coperto da un tendalino ombroso, essendo il posto in cui i bambini passano la maggior parte del tempo, soprattutto in navigazione. Per questo motivo è bene liberarlo anche da drizze e scotte riunendole tutte in apposite tasche ai lati della tuga. Meglio se la coperta non presenta troppi dislivelli e se lo scafo è dotato di specchio di poppa con plancetta che favorisce il bagno e la discesa in porto. Ricordatevi inoltre di verificare sempre la chiusura di tutti gli osteriggi, che rappresentano probabilmente uno dei problemi più insidiosi.



LA PROGRAMMAZIONE DELL’ITINERARIO 
Portare i bambini in barca significa anche programmare con attenzione le varie tappe della crociera, rinunciando in parte alla filosofia del “vivere alla giornata”. Sono infatti consigliati approdi attrezzati con possibilità di sbarcare a terra in maniera semplice e in ogni condizione meteorologica: rade dove fare giocare i bambini e tappe brevi correlate dal famoso “piano B”, ossia, in caso di bisogno, avere sempre una valida alternativa di ormeggio rispetto alla meta prevista. Può essere divertente anche navigare in flottiglia con altre coppie con figli: i bambini avranno così con chi socializzare e giocare. Nel suo volume, Andrea Cestari suggerisce cinque itinerari estivi adatti a una famiglia con bambini a bordo: il primo è la Costa Azzurra e le isole Porquerolles per il favorevole meteo nei mesi più caldi e per i porti ovunque ben attrezzati; il secondo è l’Arcipelago Toscano da girare seguendo la direzione del maestralino estivo; il terzo itinerario prevede la Corsica, da circumnavigare in senso antiorario ( si consiglia la parte orientale dell’isola per la presenza di spiagge di sabbia) e il nord della Sardegna per la sua varietà di approdi; il quarto consiglio ci porta alle isole Incoronate in Croazia per le perfette condizioni meteo e la possibilità di fare vivere i bambini a diretto contatto con la natura e infine le Isole Eolie, quando i figli sono però già più grandicelli.



VITA DI FAMIGLIA IN CROCIERA
La parola magica è una: organizzazione. Preparare i pasti la mattina, prima di mollare gli ormeggi e conservarli in termos, affinché siano sempre pronti. La cambusa dovrà prevedere i loro cibi preferiti in quantità, a seconda della meta, non sempre facili da reperire (biscotti, formaggini e minestre liofilizzate sono d’obbligo). E ovviamente, a colazione niente latte, perché favorisce l’insorgere del mal di mare. Meglio tè e biscotti secchi. L’imbarco dei giochi è un’altra delle operazioni clou: l’ideale sono quelli di plastica, perché galleggiano. Qualche libro di fiabe per la sera, una piscinetta da installare a prua durante le pause in porto, paletta e secchiello per la spiaggia, basteranno a sedare anche i più vivaci. E in valigia cosa non deve mancare? Maglioni di lana, cerata, stivaletti di gomma, per essere sicuri di avere sempre il modo di tenerli al caldo e non dimenticate di rifornirvi di creme solari a schermo totale e resistenti all’acqua (la pelle dei bimbi è molto sensibile a sole, vento e sale). Durante la navigazione, soprattutto nei momenti più frenetici (entrata e uscita dal porto, issata e ammainata delle vele) il consiglio è quello di spiegare sempre ai bambini quello che sta succedendo, con calma e cercando di trasmettere loro una sensazione di tranquillità e di sicurezza. Una soluzione interessante per i bambini molto piccoli è quella di fissare un seggiolone al tambuccio: in questo modo è possibile manovrare, specialmente durante le operazioni di ormeggio, senza dover continuamente tenere d’occhio il pargolo. Navigando a vela è bene cercare di portarli in pozzetto e, se le condizioni meteomarine o la loro eccessiva esuberanza lo richiedono, è opportuno usare le cinture di sicurezza. Inutile veleggiare con la barca troppo sbandata o rimanere fermi piantati in bonaccia con le vele che sbattono per assenza di vento, queste situazioni creerebbero inutili nervosismi.



Se l'argomento ti interessa, ti consiglio la lettura del libro, che trovi facilmente in libreria o anche on-line

Buon Vento



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Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
Comandante Navi del Diporto
Esperto Velista FIV
Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV

mercoledì 24 giugno 2015

Conosciamo i materiali delle vele: la Cuben fiber®

Continuiamo la nostra serie di post dedicati ai materiali utilizzati per la realizzazione delle veleOggi parliamo di Cuben fiber®. 



E'un tessuto non tessuto ad alte prestazioni utilizzato per vele che richiedono grande resistenza rip e leggerezza.

Il nome Cuben Fiber è stato coniato dalla stampa in riferimento al vincitore della Coppa America 1992 che fu il precursore del suo utilizzo. Attualmente è prodotto da Cubic Tech Corporation (proprietà di North Sails).

Cuben Fiber è una sottilissima pellicola, estremamente leggera, pesa fino al 40% in meno di una fibra aramidica tradizionale (kevlar) dello stesso modulo. Il processo di produzione è estremamente complesso, per eliminare l'effetto "creep", ( il microscorrimento delle fibre dentro ai laminati) . E' talvolta confuso con la fibra di carbonio, una delle molte fibre utilizzate come rinforzo in alcuni laminati Cuben fiber.


Il Cuben fiber è utilizzato per vele da regata. Simili alle vele tradizionali, sono costruite da pannelli che sono incollati e cuciti insieme. Il materiale ha un'ottima resistenza ai raggi ultravioletti ed è meno soggetto a rovinarsi per flessioni ripetute rispetto al Kevlar o alla fibra di carbonio.

Sebbene la Cuben fiber abbia un elevatissimo  carico di rottura, l'allungamento o scorrimento con carichi costantemente elevati provoca la deformazione della vela

Buon Vento



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lunedì 22 giugno 2015

Un Mare di ... Cazzate



Gli alpinisti arrampicano, i centometristi corrono, i ciclisti pedalano...
I velisti stanno seduti, mangiano, bevono, fumano, e parlano, parlano, parlano! 
Di questo parla questo libro in cui sono raccolte migliaia di miglia navigate in compagnia di marinai, più o meno famosi che nei momenti solenni svelano il loro segreto: sono dei polli come tutti gli altri.



Questo libro illustrato e' una divertente parodia dei tic, delle manie, dei riti del velista italiano
L'autore, Davide Besana, fanatico della vela con sense of humor e talento di vignettista, racconta, attraverso le sue esperienze, il mondo della vela e delle regate. 

La vela, oltre che un serissimo sport, è anche un hobby tra i più diffusi in Italia: siamo tutti un po' velisti, insomma, con risultati spesso di comica goffaggine. E' soprattutto su questi, "i velisti della domenica" che si accanisce la matita di Besana.

E' un libro di qualche tempo fa non facile da trovare, ma molto divertente e di nuovo in vendita sul sito di bolina a questo link.

Se hai voglia di farti due risate...


Buon Vento



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Dott. Massimo Francesco Schina 
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mercoledì 17 giugno 2015

Procedure VHF

Torniamo a parlare di VHF. Ne abbiamo già spiegato l’utilizzo in un precedente post, oggi spiegheremo  le procedure per effettuare correttamente:

COMUNICAZIONI DI SOCCORSO, DI URGENZA E DI SICUREZZA



Generalita'
Il traffico radiotelefonico di emergenza si svolge sul CANALE 16 in VHF (156.8 MHz) e sulla frequenza di 2.182 kHz per radiocomunicazioni in SSB in onde medio - corte. Dobbiamo precisare che le radioonde della banda delle onde cortissime (VHF) si propagano in linea retta e quindi non raggiungono grandi distanze anche se l’antenna di irradiazione è collocata in posizione elevata; mentre le radioonde delle comunicazioni in SSB, riescono a superare gli ostacoli naturali e possono perciò propagarsi a lunghe distanze. Le comunicazioni tra stazioni di nave e stazioni costiere devono essere effettuate in VHF quando la distanza è inferiore alle 30 miglia, questo è necessario per limitare l’affollamento dei radiocollegamenti in onde medio - corte (SSB). Durante la navigazione il radiotelefono di bordo deve essere sempre acceso e sintonizzato sulla frequenza di soccorso (CANALE 16) e per facilitare la ricezione di eventuali richieste di aiuto provenienti da unità in pericolo é tassativamente vietato trasmettere nei periodi di tempo compresi fra i minuti 00 - 03 e 30 -33 di ogni ora.



Il canale 16
può essere usato anche per la chiamata e la risposta tra stazioni, in questo caso per facilitare la ricezione delle chiamate di soccorso, tutte le trasmissioni su tale frequenza devono essere ridotte al minimo e non superare il minuto. Prima di trasmettere sul canale di soccorso una stazione deve rimanere in ascolto per un periodo di tempo sufficiente per essere certa che non sia in corso nessun traffico di soccorso. Dopo aver effettuato il collegamento tra stazioni sulla frequenza 156.8 MHz si deve passare a trasmettere su altro canale mantenendo comunque l’ascolto sul CANALE 16.

Tecnica operativa
Di seguito indichiamo la procedura per lo svolgimento del traffico in r.t.f. in VHF e in SSB per i messaggi di soccorso, urgenza e sicurezza, ricordando che cambia solo la frequenza di lavoro(156.8 MHz per il VHF; 2.182 kHz per l’apparato SSB).

Chiamata e messaggio di soccorso
La chiamata di soccorso e il successivo messaggio di soccorso devono essere trasmessi sul CANALE 16 e ripetuti ad intervalli fino a quando non si riceve il ricevuto da un’altra stazione. L’una e l’altro stanno ad indicare che una unità si trova in pericolo grave e chiede immediati aiuti, hanno pertanto la precedenza assoluta su tutte le comunicazioni. La chiamata di soccorso è trasmessa solo per ordine del comandante o della persona responsabile dell’unità. 

La chiamata di soccorso comprende:

  • il segnale di soccorso MAYDAY (pronuncia: MEDE’), ripetuto tre volte
  • la parola QUI ( o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio); 
  • l’indicativo di chiamata (nominativo internazionale), o qualsiasi altro segnale di identificazione della nave (nome proprio dell’unità), pronunciato tre volte.
Esempio:
  • MAYDAY MAYDAY MAYDAY
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA 

Il messaggio di soccorso comprende:
  • il segnale di soccorso MAYDAY (pronuncia MEDE’);
  • il nominativo dell’unità in pericolo;
  • le coordinate geografiche dell’unità in pericolo;
  • la natura del pericolo ed il genere degli aiuti richiesti;
  • ogni altra informazione atta a facilitare il soccorso

Esempio:
  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’WEST
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA

In conclusione la procedura sarà la seguente:
  • MAYDAY MAYDAY MAYDAY
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’ WEST
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA

L’operatore che intercetta una chiamata di soccorso deve:
  • sospendere immediatamente le emissioni sul CANALE 16
  • continuare l’ascolto per ricevere il messaggio di soccorso, 
  • e se la propria unità si trova vicino all’unita in pericolo dare il RICEVUTO.

Il RICEVUTO si da trasmettendo nell’ordine:

  • il nominativo dell’unità in pericolo ripetuto tre volte;
  • la parola QUI (o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio);
  • il nominativo della propria imbarcazione, ripetuto tre volte;
  • la parola RICEVUTO ( oppure il gruppo RRR compitato ROMEO ROMEO ROMEO, se sussistono difficoltà di linguaggio);
  • il segnale di soccorso MAYDAY.

Esempio:
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • QUI o (DE)
  • LUISA LUISA LUISA
  • RICEVUTO o (RRR) MAYDAY


Appena ricevuto il messaggio di soccorso, l’unità dopo aver dato il RICEVUTO si appresta a recarsi sul luogo del sinistro a meno che tale azione non metta in pericolo l’imbarcazione stessa. 
Appena possibile deve trasmettere all’unità in pericolo un messaggio contenente le seguenti informazioni:

  • il proprio nominativo;
  • le proprie coordinate geografiche;
  • la velocità con cui si dirige verso l’unità in pericolo; 
  • il tempo presubilmente necessario per raggiungerla


Esempio:
  • LUISA 
  • 47°20’NORTH 012°25’WEST 
  • VELOCITA’ VENTI NODI 
  • RAGGIUNGEREMO VOSTRA POSIZIONE FRA TRENTA MINUTI CIRCA


In conclusione la procedura sarà la seguente:
  • AMELIA AMELIA AMELIA 
  • QUI o (DE) 
  • LUISA LUISA LUISA 
  • RICEVUTO o (RRR) 
  • MAYDAY 
  • LUISA 
  • 47°20’NORTH 012°25’WEST 
  • VELOCITA’ VENTI NODI 
  • RAGGIUNGEREMO VOSTRA POSIZIONE FRA TRENTA MINUTI CIRCA

Se l’unità in pericolo si trova a notevole distanza, l’imbarcazione che ha intercettato il messaggio di soccorso segue la seguente procedura:
  • Attende che un’altra stazione radio più vicina dia il RICEVUTO;
  • Si mette a disposizione della stazione che assume la direzione del traffico di soccorso (solitamente una stazione costiera);
  • trasmette il RICEVUTO del messaggio di soccorso se in un tempo ragionevolmente breve nessuna stazione ha provveduto in tal senso; 
  • rilancia il messaggio di soccorso.

Il messaggio di soccorso si rilancia , trasmettendo nell’ordine:

  • il segnale MAYDAY RELAY (pronuncia: MEDE’ RELE’), ripetuto tre volte;
  • la parola QUI (o DE compitata DELTA ECHO in caso di difficoltà di linguaggio);
  • il messaggio di soccorso ricevuto dall’unità in pericolo.

Esempio:
  • MAYDAY RELAY MAYDAY RELAY MAYDAY RELAY
  • QUI o (DE)
  • LUISA LUISA LUISA
  • MAYDAY AMELIA 47°30’NORTH 012°27’ WES
  • CAUSA GRAVE FALLA LATO DRITTO
  • CHIEDIAMO IMMEDIATA ASSISTENZA

La trasmissione di un messaggio di soccorso da parte del Comandante di una imbarcazione diversa da quella in pericolo può essere effettuata anche quando si presume che la stazione in pericolo non è in grado di trasmettere il messaggio di soccorso oppure quando si considera che siano necessari altri aiuti (ad esempio, la caduta di un aereo, l’affondamento rapido di una imbarcazione, lo scoppio improvviso di una barca ecc. ecc.). 
La stazione che dirige il traffico, quando lo ritiene necessario, può imporre il silenzio sia a tutte le stazioni in zona sia ad una stazione che disturba il traffico stesso. 
In questi casi deve essere usato il segnale SILENCE MAYDAY (pronuncia: SILANS MEDE’). 

Esempio di imposizione del silenzio a tutti:
  • A TUTTE LE STAZIONI SILENCE MAYDAY

Esempio di imposizione del silenzio ad una sola stazione:
  • LUISA SILENCE MAYDAY

Quando il traffico di soccorso è finito la stazione che aveva imposto il silenzio radio trasmette sulla frequenza di soccorso un messaggio indirizzato a tutti per avvertire che può essere ripreso il lavoro normale.

Segnale e chiamata d’urgenza.
Il segnale di urgenza in radiotelefonia è composto dalla parola PAN (pronuncia: pan) ripetuta tre volte sulla frequenza internazionale di soccorso (canale 16 del VHF o 2.182 kHz per l’apparato SSB). Il segnale di urgenza deve essere trasmesso soltanto su ordine del Comandante o della persona responsabile dell’imbarcazione. Ha la precedenza su tutte le altre comunicazioni eccetto quelle di soccorso. Il segnale di urgenza indica che la stazione che chiama sta per trasmettere un messaggio urgentissimo riguardante la sicurezza di una imbarcazione o di una o più persone. Tale segnale può essere indirizzato a tutte le stazioni o ad una determinata stazione. Le stazioni che sono in ascolto di un segnale di urgenza devono premurarsi di non disturbare la trasmissione del messaggio che segue. Nel caso in cui ci si trovi in un’area ad intenso traffico radiotelefonico o se trattasi di un messaggio lungo o di avviso medico tale messaggio verrà tuttavia trasmesso su un canale di lavoro (indicato subito dopo l’emissione del segnale d’urgenza).
Esempio:

Messaggio indirizzato a tutte le stazioni:
  • PAN PAN PAN
  • A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI
  • QUI o (DE)
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • NON SI HANNO NOTIZIE NAVE AMELIA IN RITARDO DA TRE GIORNI SU ROTTA BRINDISI MONFALCONE TUTTE LE UNITA’ IN NAVIGAZIONE NELLA ZONA SONO PREGATE PRESTARE MASSIMA ATTENZIONE ED AVVISARE LE AUTORITA’ MARITTIME
Messaggio indirizzato a una determinata stazione:
  • PAN PAN PAN
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • DIRETTI MONFALCONE POSIZIONE 45°10’ NORD 013°20’ EST ROTTA 020 VELOCITA’ 10 NODI ELETTRICISTA CADUTO DA ALTEZZA TRE METRI IMPOSSIBILITATO MUOVERSI CHIEDIAMO IMMEDIATO TRASBORDO AEREO PER CURE ADEGUATE

Segnale e messaggio di sicurezza
Il segnale di sicurezza in radiotelefonia è composto dalla parola SECURITE’ (pronuncia: securitè) ripetuta tre volte sulla frequenza internazionale di soccorso (canale 16 del VHF o 2.182 kHz per l’apparato SSB). Il segnale di sicurezza indica che la stazione che chiama sta per trasmettere un messaggio riguardante la sicurezza della navigazione, bollettino del mare, avvisi meteorologici importanti o avvisi urgenti ai naviganti. Quando è possibile, è opportuno che il messaggio che segue il segnale di sicurezza sia trasmesso su una frequenza di lavoro.

Esempio di Messaggio indirizzato a tutte le stazioni:
  • SECURITE’ SECURITE’ SECURITE’
  • A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI A TUTTE LE STAZIONI
  • QUI o (DE)
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • IN DATA ODIERNA ALLE ORE 0900UTC AVVISTATO CONTAINER ALLA DERIVA IN POSIZIONE 45°20’ NORD 013°10’ EST PREGASI DI NAVIGARE IN ZONA CON LA MASSIMA ATTENZIONE

Messaggio indirizzato a una determinata stazione:
  • SECURITE’ SECURITE’ SECURITE’
  • TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO TRIESTE RADIO
  • QUI o (DE)
  • AMELIA AMELIA AMELIA
  • IN DATA ODIERNA ALLE ORE 0900UTC AVVISTATO CONTAINER ALLA DERIVA IN POSIZIONE 45°20’ NORD 013°10’ EST PRESUMIBILE SPOSTAMENTO VERSO SUD-EST VELOCITA’ UN NODO

Vogliamo ricordare che le stazioni costiere annunciano i messaggi riguardanti la sicurezza della navigazione, bollettino del mare, avvisi meteorologici importanti (esempio AVVISO DI BURRASCA) o avvisi urgenti ai naviganti sul canale di soccorso e li diffondono sui rispettivi canali di lavoro
Il navigante dovrà pertanto sintonizzarsi su una delle frequenze di lavoro comunicate dalla stazione costiera mantenendo comunque l’ascolto sulla frequenza internazionale di soccorso (CANALE 16).

Buon Vento.




Centro Italia Vela
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Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
Comandante Navi del Diporto
Esperto Velista FIV
Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV

lunedì 15 giugno 2015

Destinare il 5 per mille alla FIV


In previsione dell’imminente dichiarazione dei redditi, vogliamo ricordare che
esiste la possibilità di destinare il 5 per mille dell’IRPEF ad enti che svolgono attività socialmente rilevanti come associazioni non profit, enti di ricerca scientifica, ed anche  associazioni sportive dilettantistiche.



Ecco alcune notizie al riguardo e le modalità per esprimere tale scelta.
  • L’articolo 1, comma 154, della Legge n. 190 del 23 dicembre 2014 ha previsto, anche per l’esercizio finanziario 2015 e successivi con riferiemnto alle Dichiarazioni dei Redditi dell'annualità precedente, la possibilità per i contribuenti di destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.
  • È una donazione che non costa nulla (perché comunque quella quota di imposte sarebbe versata all'Erario), e che può essere effettuata semplicemente con la dichiarazione dei redditi (modello CU, modello 730, modello Unico).
Esistono tantissime associazioni non profit, enti di ricerca scientifica,  associazioni sportive dilettantistiche... meritevoli di tale donazione ed ognuno saprà ben scegliere come meglio crede. 



Noi vogliamo semplicemente informare sulla possibilità per un appassionato di Vela di destinare tale somma ad una associazione che si impegna quotidianamente per il settore: la Federazione Italiana Vela.

Se Ti interessa e vuoi farlo, per destinare il 5 per mille alla FIV è  sufficiente:
  • apporre la tua firma nel riquadro “Sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale”
  • riportare il codice fiscale della FIV: 95003780103
nell’apposito spazio subito sotto la firma.

Buon Vento



Centro Italia Vela S.r.l.
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Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
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venerdì 12 giugno 2015

Foiling Week: la settimana delle "vele volanti"


Stanco del solito "tran-tran quotidiano", hai voglia di un "overdose di adrenalina"? 
Quello che fa per te allora  è  la "vela volante", e l' appuntamento è a luglio  sul lago di Garda con “The Foiling Week”, una serie di eventi dedicati alle "vele volanti", ai loro designer, costruttori e atleti che si terrà dal 1 al 5 luglio presso la Fraglia Vela Malcesine sull'alto Lago di Garda.

Gli eventi principali saranno:

Le attività in acqua nelle prime tre giornate vedranno avvicendarsi regate One Design, un Invitational Kitefoil e durante il week end due regate lunghe.




Regate per la classe Flying Phantom, il cat francese primo ad essersi proposto sul mercato e quindi uno dei più avanzati. La Foiling Week 2015 è la terza tappa O.D. del circuito Flying Phantom Series 2015.



La classe Moth International conferma la sua presenza dopo il successo dell’edizione 2014, l’evento è valido come tappa italiana del circuito Moth EuroCup ove atleti di altissimo livello si confrontano su 7 “atti” in tutta Europa.



Il Kitefoil Invitational Contest, in cooperazione con International Kiteboarding Association, si disputerà parallelamente alle regate One Design nei primi tre giorni della Foiling Week.

Sabato e domenica regate lunghe sul percorso Malcesine - Campione - Torbole per circa 25 miglia di lunghezza. Le due regate sono aperte a qualunque barca volante, saranno stilate classifiche generali senza compensi e, dove possibile, classifiche per classe e raggruppamento.

Negli spazi a terra saranno presentate barche, kite e prodotti per il foiling. Sarà possibile provare le barche ed il materiale esposto. Durante il Foiling Expo, i prototipi e le barche di produzione, non coinvolte nelle regate, saranno visibili a terra ed in acqua. Molti equipaggi che parteciperanno alle regate lunghe di sabato e domenica nei giorni precedenti saranno in acqua a ottimizzare la messa a punto dei loro mezzi partecipando contestualmente al The Foiling Week Speed Contest.

Questo il calendario:

1 Luglio 
Mattina: Forum Opening, Speed Contest, Foiling Expo, Invitational Kitefoil
Pomeriggio: One Design races, Speed Contest, Foiling Expo

2 Luglio 
Mattina: Forum, Speed Contest, Foiling Expo, Invitational Kitefoil
Pomeriggio: One Design races, Speed Contest, Foiling Expo

3 Luglio 
Mattina: Forum, Speed Contest, Foiling Expo, Invitational Kitefoil
Pomeriggio: One Design races, Speed Contest, Foiling Expo

4 Luglio 
Mattina: Workshops, Foiling Expo, Speed Contest
Pomeriggio: Long Distance, Foiling Expo

5 Luglio 
Mattina: Workshops, Foiling Expo, Speed Contest
Pomeriggio: Endurance Race, Foiling Expo

Gli eventi sono aperti a tutti i velisti ed agli entusiasti della vela su foil. Si potrà assistere alle competizioni dalla riva o su apposite barche spettatori, ascoltare le conferenze tenute dai guru del foiling che hanno rivoluzionato la Coppa America e da atleti Olimpici e di fama mondiale ed anche provare le barche.

L’accesso al forum è a pagamento con posti limitati, ed è indispensabile registrarsi preventivamente on-line per poter accedere all’area. Lo puoi fare al seguente indirizzo http://www.foilingweek.com/about/entry-forms/.

Buon Vento



Centro Italia Vela S.r.l.
Viale delle Milizie, 9 00192 Roma
Tel. 3356329180


Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
Comandante Navi del Diporto
Esperto Velista FIV
Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV

martedì 9 giugno 2015

Trasferimento a Bari

E' iniziato oggi il trasferimento da Roma a Bari di "Capolino fa la luna"  il catamarano di 62 piedi che in Comandante trasferì a febbraio da Cattaro a Fiumicino per effettuare lavori di manutenzione. Il SunReef 62 farà tappa a Bariper poi fare la Croazia da luglio a settembre. 



9/6 ore 15:38
Partenza prevista oggi alle 17 da Porto Romano ma per ora siamo in macchina con Alessandra con l'aloe per gli eritemi...



9/6 ore 16:00
Arrivati a bordo... Facciamo il pieno e molliamo l'ormeggio!



9/6 ore 17:32
Partiti!!! Ma quanta acqua c'è fino a Bari?



9/6 ore 20:12
Siamo in rotta... tutto è impostato secondo protocollo. Una pausa per mettere in acqua un'esca con la canna regalatami dagli allievi me la concedo... Sia mai che...



9/6 ore 21:18
Si comincia a preparare la cena, ma senza pesce stasera... :-( ci rifaremo domani :-)


10/6 ore 00:32
Primo turno di guardia  presso il Circeo



10/6 ore 00:48
Durante la notte, passando il Circeo




10/6 ore 07:30
Capri vista da Nord Est



10/6 ore 11:32
Primo stop: Positano, preparo ago e filo...


10/6 ore 15:36
Gli allievi mi inseguono dicendomi: "Posso fare un corso di vela con te? Vorrei fare la patente e diventare comandante..." Prendete esempio da lei... un bel corso di taglio e cucito è ciò che serve per andar per mare: Ale Sandra Ziga Peparini ripara l'easy bag con ago e filo sotto al Sole a cavallo sul boma di Capolino a 10 m dall'acqua...



10/6 ore 19:46
E' arrivato un bel acquazzone estivo, proprio mentre Ale Sandra Ziga Peparini era sul boma! Fradici fino alle mutande, e cellulare rotto!!! E' rimasto solo quello di Ale, le comunicazioni diraderanno! :-(





11/6 ore 20:15
Stromboli... Sicilia eccoci!




12/6 ore 01:46
Ora siamo arrivati a Lipari... chissà se riesco a fare un salto da Subba x un gelato ; -)

12/6 ore 02:30
Ok, abbiamo buttato l'ancora, possiamo andare a dormire...sono solo le 2, 30 di mattina  :-)



12/6 ore 09:30
Ciao Lipari, il nostro soggiorno è stato brevissimo. Oggi è il giorno dello Stretto di Messina, altra bella "sfida" di navigazione. Amici, vi ricordate all'andata la stanca di marea e le forti correnti laterali in uscita? Drifting puro col catamarano di 62 piedi... 



12/6 ore 15:30
Verso lo stretto... 



12/6 ore 17:00
Tra Scilla e Cariddi, tra Calabria e Sicilia 



12/6 ore 20:00
Incontri ravvicinati del terzo tipo con mammiferi moolto più marini di noi... 



14/6 ore 10:00
Ciao Etna, ciao Sicilia... grazie per la meravigliosa ospitalità.  



14/6 ore 20:30
Stasera si mangia pesce fresco... Evviva! :-) :-) 38*21'.9N - 016*36'.2E


15/6 ore 12:30
Il faro di S. Maria di Leuca a sinistra... Dopo aver navigato Tirreno e Ionio a breve entriamo in Adriatico, filotto! 




16/6 ore 8:30
Otranto, il porto. Ultima tappa prima di raggiungere Bari. L'intenzione è di ritardare la partenza per affrontare le ultime 115 nm ed arrivare con la luce del giorno a destinazione.


16/6 ore 20:30
Brindisi, Tuatara in navigazione in flottiglia con noi... 


17/6 ore 2:30
Ultima notte di navigazione 


17/6 ore 7:15
Il porto di Bari.. 


17/6 ore 8:35
Pronti per l'ormeggio!!


...Questo post sarà continuamente aggiornato sul trasferimento, attraverso le loro comunicazioni, per cui ... Stay Tuned! 

Buon Vento



Centro Italia Vela S.r.l.
Viale delle Milizie, 9 00192 Roma
Tel. 3356329180


Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
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Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV